giovedì 24 maggio 2012

IL TEATRO IN RIVOLUZIONE




Grazia Maria Casaretti

 IL TEATRO IN RIVOLUZIONE
Le avanguardie artistiche teatrali sperimentali dal secondo novecento ad oggi

Parte 1° - La nascita del Living Theatre negli Usa ed Europa 
                                                                                
Parte 2° -  Il Teatro in sperimentazione con Leo De Berardinis e Perla Peragallo in Italia

Ringraziamenti   

L’ idea della mia tesi “Il Teatro in Rivoluzione” è nata frequentando il corso del mio docente di scultura Peppe Capasso. Essa difatti è dedicata ai grandi maestri del Teatro sperimentale e  sulla scultura scenica,  illustrando  un percorso ben preciso da Antonin Artaud, Bertolt Brecht al Living Theatre fino a giungere in Italia al Teatro di contaminazione con Leo De Berardinis e Perla Peragallo ed infine la scultura scenica.  Questo progetto ha coinvolto tutta me stessa negli ultimi due anni di biennio di specializzazione pertanto; guardandomi indietro mi tiene ringraziare in particolar modo i miei docenti dell’ Accademia delle Belle Arti di Napoli: Peppe Capasso e Tonino Di Ronza docente della mia cattedra di scenografia per avermi sostenuto in questo percorso della mia vita aiutandomi ad affrontare le cose, hanno contribuito alla mia formazione artistica dandomi spazio in diversi progetti sostenuti dall’ Accademia delle Belle Arti, dal progetto Museum alla realizzazione della mia prima installazione al Teatro Bellini alla performance al Castel dell’Ovo. Ripercorrendo la mia strada, trovo forza e sostegno da persone e maestri che credono ancora nei giovani.

Il mio primo pensiero, ovviamente, va ai miei genitori, senza i quali non sarei mai potuta arrivare a questo punto.

Grazia Maria Casaretti


Parte 1° - La nascita del Living Theatre negli Usa ed Europa

    Indice

-       Prefazione

-       Introduzione

-       La  nascita del Living Theatre “I Sette Imperativi del Teatro Contemporaneo”

-       Arte e anarchismo “ L’arte come mezzo di protesta contro le società capitalistica ”

-       La vita del teatro di Julian Beck e Judith Melina

-       L’erede di Julian Beck: Gary Brackett

-       Sulla strada da Manhattan

-          “Green Terror” (spettacolo del Living Theatre Europa)

-       La Schiavitù nel mondo, ieri ed oggi

-         Let my brother go” – riflessioni su prigioni e prigionie (Living Theatre a Napoli - 2011)

-        Intervista a Gary Brackett di Grazia Maria Casaretti (Napoli – febbraio 2012)

-       Opere del Living Theatre (Filmografia – Bibliografia)


Parte 2° - Il Teatro di Leo De Berardinis e Perla Peragallo

Indice

-       Gli inizi di Leo de Berardinis con  Carlo Quartucci

-       Biografia Perla Peragallo

-       Il Teatro jazz e sperimentale 1995

-       Il palcoscenico di  Leo De Berardinis: “avanguardia e tradizione”

-       STORIA: Le dichiarazioni  di Leo De Berardinis

-       Intervista con Leo De Berardinis a cura di Oliviero Ponte di Pino

-       Il Teatro di Marigliano

-        “L’uomo nell’ uomo” performance di Peppe Capasso (Castel dell’Ovo – Napoli          
      2009)

-       “Il cerchio degli spiriti” performance di Peppe Capasso (Albergo Giordano Bruno  Nola2011)

-       “La Quiete prima della Tempesta” (P.A.N. Napoli febbraio 2012)

-        Teatrografia di Leo De Berardinis (Bibliografia – Filmografia - Video)


PREFAZIONE     


 “L’utopia, la rivoluzione nel teatro per sognare una vita in cui    l’individualismo è beneficio per l’intera  umanità”

L’arte scenica sviluppata in Italia dagli anni '60 in poi, con Leo De Berardinis  e Perla Peragallo  è preceduta dalla crisi antecedente degli anni ’40, nasce di fatto l’Off-Broadway (anti- Broadway), un nuovo teatro che cerca di svincolarsi dalle sovrastrutture sociali, per redimere la schiavitù.
Fu preso in considerazione in questo periodo l’idea di allestire in un appartamento  la messinscena di “Doctor Faustus Lights the Light” (1951),  scritta da Gertrude Stein nel 1938,  il tema faustiano fu rielaborato dagli artisti del Living.  Parte da questo momento la storia del Living Theatre, durante la quale vennero appunto riprese opere già esistenti aggiungendo un  inconsueto rigore e  criteri opposti al neo-naturalismo dominante del  secolo.                                                                         
Nascono  nuovi percorsi teatrali sperimentando sui singoli attori diverse azioni sceniche che risultano alquanto efficaci. I testi drammaturgici sono tratti dai noti scritti di Bertold Brecht, come ad esempio “La via di Galileo” messa in scena per la prima volta in America e successivamente in Europa dalla compagnia . Tra le giovani compagnie teatrali sperimentali è di fondamentale rilevanza il Living.  Il Living fu fondato in America a New York nel 1947/48 dagli anarchici Julian Beck, un noto scenografo, pittore dell’espressionismo astratto,  e poeta, e dall'attrice, regista e moglie  Judith Malina.
La disgregazione dalle arti tradizionali è causata dall’effetto dallo stato          d’animo di una collettività che è perno di una società rinchiusa dalle regole, è questa un'epoca moderna che reprime i sentimenti diretti, appiattendo i rapporti tra gli individui e svalutando la cultura.
L’obbiettivo di tutti questi artisti è di mostrare all'umanità una nuova coscienza dell’uomo dove : "l'importante non è sapere, ma sapere che si sa”. Una società che è libera dal funzionalismo imposto e dal concetto di profitto istituito dalla politica. Analizzando dal passato, un grande maestro Shakespeare aveva già intuito e lanciato un grande messaggio a noi tutti:  "C'è una speciale provvidenza nella caduta di un passero: se non deve essere ora accadrà dopo, se non accadrà dopo deve essere ora, se non deve essere ora in ogni caso dovrà accadere”. 
 L’ insegnamento più importante  di Shakespeare resta tuttora questo: 
“ Essere pronti è tutto
 Sì, essere pronti è davvero tutto, e non solo per Shakespeare ma anche per gli artisti contemporanei del Living in America ed in Italia con Leo De Berardinis  e Perla Peragallo. 
Il lavoro pone le fondamenta sull’ individuo che attraverso esercizi riconosce le proprie potenzialità, l’artista giunge a vari stadio evolutivi e cresce a beneficio per la società dell’essere come individuo.
L’uomo porta a compimento il proprio sé e non ha quindi più desiderio di beni materiali per mostrare il potere, ma perviene con le trasformazioni del corpo stesso ad esprimere emozioni con interezza nelle performance. La conoscenza diviene il mezzo di potere, la strada da seguire per essere pronti. Questo modo di intendere la cultura resta  purtroppo idilliaca in quanto la pseudo-cultura di massa rappresenta tuttora la cultura del consenso, disattenta a tutto ciò che potrebbe portare reale interesse, ma attenta ai pregiudizi e  contenuti che diano apparentemente un senso di dignità alla vita.


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