mercoledì 11 gennaio 2012

Se lo Stato non può dare una mano al Mondo della Cultura, il Mondo della Cultura da una mano allo Stato

Bibliotec@ Popolare dello Spettacolo 
LETTERA APERTA AL GOVERNO MONTI
La presente proposta è stata inviata in data 19 dicembre 2011 a:              

-      Presidente del Consiglio
Prof. Mario MONTI

-      Ministro dei Beni e delle Attività Culturali
dott. Lorenzo ORNAGHI;

-      Ministro Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti
dott. Corrado PASSERA.




Se lo Stato non può  dare una mano al Mondo della Cultura, il Mondo della Cultura da una mano allo Stato

PREMESSA
Essere artista ha sempre significato possedere ragione e sogni
Negli ultimi trent’anni di relativa ‘prosperità economica’ i contributi statali e le sovvenzioni hanno garantito la sopravvivenza della cultura nel nostro paese. D’altro canto alla crescita e al benessere diffuso non si è davvero accompagnata da una crescita per la cultura che, del resto, lo Stato non ha mai promosso con altrettanto impegno: il risultato lo possiamo verificare oggi andando a vedere qual’è la situazione della nostra scuola, il saccheggio del patrimonio artistico, la condizione della ricerca scientifica.

In questa difficile situazione, anche tra gli operatori culturali, ha pagato di più la pratica del chiedere piccoli privilegi o criticare aprioristicamente, perchè non si hanno idee, invece di praticare la politica della condivisione, del rapporto dialettico corresponsabile, di sviluppare la ricerca di nuovi progetti innovativi per la promozione e lo sviluppo di tutto il settore delle arti e della cultura.

Perchè solo sapendo usare la giusta dose di ragione e di sogni che si può ripensare alla creazione di un terreno prolifico per riorganizzare il sistema culturale. Condividere ed essere propositivi verso la società e la propria collettività professionale; ascoltare le ragioni degli altri sono purtroppo buone pratiche scarsamente esercitate da chi gestisce e produce cultura, almeno in Italia. Questi impiegati della cultura, che non possiedono ragioni e non praticano sogni, hanno fatto prevalere le esigenze individuali rispetto a quelle collettive. Un atteggiamento autoreferenziale che rifiuta un rapporto dialettico e razionale, che pensa e agisce solo per salvare il proprio albero dall’incendio del bosco.

A questi problemi di politica organizzativa ed artistica, che riguardano tutto il settore culturale, si vanno ora ad aggiungere le richieste del Governo nazionale che ci impone austerità, tagli e sacrifici non temporanei ma come politica necessaria per uscire da una crisi senza alternative. Una crisi che interesserà - ed ha già notevolmente aggravato - il lavoro di circa 250.000 persone che operano nella produzione, organizzazione e distribuzione dello spettacolo in italia, e le altre migliaia di lavoratori delle biblioteche, dei musei, dei parchi nazionali, impegnati a tutelare il nostro patrimonio artistico e naturale.

Ma gli imprevisti non solo fanno parte del viaggio, sono il viaggio stesso. La vita è anche così. E’ infantile pretendere di attraversarla protetti in ogni momento da certezze immutabili.

Questa situazione è  figlia anche dalla relativa, o per certi versi mancata, attivazione dall’Articolo 9 della nostra Costituzione la quale prevede che “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” e della conseguente mancanza di una saggia strategia di politica culturale che rischia   di trasformare così il nostro paese da grande centro di creatività e innovazione culturale a semplici ‘piazze’ di circuitazione di prodotti pensati in altri luoghi.

‘In un mondo globalizzato un paese che non accumula cultura arretra, rischia l’egemonia o l’invasione di altre culture’. 
Walter Santagata

‘ ... ignoravo l’umiliazione della Società Italiana degli Autori per avere aderenti voi Capocomici nella lotta contro il repertorio ‘francese’. Ah no, amico mio! L’idea di concedere a voi , attori ‘italiani’, del dolore e del danno d’aver rinunziato, non mica a tutto, ma a parte del repertorio ‘francese’, questa idea, Amico io, questa idea mi ha reso feroce e intollerante di qualunque altra considerazione.
Io fo soltanto una questione di dignità, Voi Capocomici ... finchè dura questa vilissima servilità del popolo italiano, nato cameriere, e perciò pronto ad inchinarsi, a prosternarsi davanti ad ogni cosa straniera solamente perchè straniera, potete vedere il vostro vantaggio nel rappresentare a preferenza roba francese [...] ma che dobbiamo riconoscerlo noi, che del resto nel seno stesso della Società, accettiamo supinamente la concorrenza, ma che dico la concorrenza! la sopraffazione di questo repertorio straniero sul nostro, come se non fossimo a casa nostra e non fosse sacrosanta la difesa della roba nostra, via, è troppo!’
da una lettera del 1918 di Luigi Pirandello a Ruggero Ruggeri

La valorizzazione del nostro patrimonio artistico culturale e spettacolare, insieme alla tutela delle competenze artistiche e professionali, deve essere motivo di sviluppo ed elemento unificante dell'articolata identità nazionale nonché fattore trainante dell’attività economica legata al turismo.

Intanto il malato regredisce allo stadio cronico; anche perchè proprio il cerusico che potrebbe dargli aiuto non manifesta alcuna volontà di intervento. Governi con una latitanza antica che, per fare solo un esempio, nel 1947 aveva dato per imminente una legge per il teatro  che ancora oggi ha l’aspetto mitico ed improbabile del beckettiano Godot. Governi che non sono stati capaci di fissare princìpi capaci di sovrintendere l'azione pubblica e disciplinare le competenze fra governo centrale ed enti del territorio in modo da creare i presupposti per una politica culturale nazionale e per un effettivo riconoscimento dei diritti, e dei doveri, dei suoi lavoratori.

Proprio quei lavoratori dell’industria creativa e immateriale – quelli che rappresentano l’identità storica della nazione, quelli che ancora ci garantiscono la credibilità nel mondo, quelli che danno voce alle culture giovanili e riformiste, quelli che sperimentano linguaggi e tecnologie. Ora questi lavoratori dovranno assumersi l’onere di ricercare nuove e originali modalità economiche e finanziarie in grado di sostenere l’ingegno, la conoscenza, la creatività; di generare novità, prodotti, servizi, valore aggiunto, bellezza per se e per gli altri.

Per operare una vera trasformazione antropologica del sistema cultura bisogna che questi attori siano in grado di opporsi con un atteggiamento positivo e convincersi che la realtà, anche quando appare negativa e difficile, rimette in gioco la voglia di costruire originali progettualità.

Applicarsi per tutelare e garantire le risorse e i beni comuni funzionali, l’esercizio dei diritti fondamentali nonche lo sviluppo e la tutela delle competenze e del ricambio generazionale.
Soprattutto nei momenti di crisi questo desiderio, trasformato in azione e in opportunità, è il più potente fattore che fa rinascere la certezza e la fiducia.

'La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi può portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere “superato”. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”
Albert Einstein

Avere a disposizione poche risorse costringe a sfruttarle in maniera intensiva e ricercare soluzioni alternative. Il dispendio di energie e maggiore, ma la capacita di produrre innovazione ne esce rafforzata.

Anche la scarsità di mezzi non è proprio un danno. L’arrangiarsi, infatti, è una condizione fertile dell’italiano. E’ lì che l’italiano è nato.   Il suo tessuto psichico s’è formato lì.
                                                                                                              Federico Fellini

Importante diventa allora, per gli operatori della cultura, condividere e affrontare queste  nuove problematicità con un un atteggiamento propositivo, innovativo e dinamico, con la profonda convinzione che il mondo della cultura e dello spettacolo debbano essere elementi nodali del dibattito civile e culturale del nostro paese. Solo con uno sguardo critico e propositivo verso la contemporaneità sarà possibile cercare una nuova strada per un possibile sviluppo.

Chi saprà cogliere tutte le opportunità insite in questo periodo di mutamento sociale ed etico, chi saprà adattarsi, chi saprà individuare le risorse proprie ed altrui e gli strumenti idonei a superare il pericolo, solo queste persone usciranno riconoscendosi professionisti, e potranno fare parte di una società civile ed economica in cui la superficialità e l’approssimazione non troveranno più asilo, in cui i gruppi di lavoro saranno sempre più compatti nel raggiungimento di nuove e più importanti mete.

Al sistema culturale italiano, pertanto, non resta che misurarsi, combattere e gareggiare in questa nuova circostanza con le uniche armi a propria disposizione: l’Arte, la Creatività e la Progettualità.


LA PROPOSTA

Se lo Stato non può  dare una mano al Mondo della Cultura, il Mondo della Cultura da una mano allo Stato’ è una formula sintetica, che può apparire audace, ma che vuole essere invece soprattutto, come si diceva, propositiva. Infatti non è del tutto vero che lo Stato non aiuta la Cultura e lo Spettacolo. E’ purtroppo vero però che dal 2008 questi aiuti, già molto al di sotto della media europea, sono stati decurtati del 30%. Questo purtroppo è stato solo il primo segnale di una crisi per tutto il settore culturale, che ha determinato un effetto negativo anche sugli investimenti degli Enti Locali. ‘Aiuti’ che sarà molto difficile riconquistare, e tanto meno potenziare, almeno in tempi brevi. 
Sarà pertanto necessario e opportuno:

-       ideare originali progettualità;
-       studiare nuove forme produttive;
-       dotarsi di nuovi strumenti per la promozione e la distribuzione;
-       ricercare originali fonti di finanziamento;
-       condividere le esperienze.

In questa ottica rientra il progetto che qui presentiamo. Nel formularla vogliamo sottolineare la nostra contrarietà a tutti i giochi (Lotterie/Premi/Gratta&Vinci,etc...) il cui unico scopo è ‘speculare su cittadini ignari o patologici’. Nonostante questa idiosincrasia per il ‘gioco azzardato’, proponiamo un piano che utilizza proprio l’attività ludica come strumento utile per la promozione di un comportamento socialmente responsabile.

Il Gioco è considerato un’attività indispensabile nell’individuo in quanto funzione biologica per la collettività  ma anche per la società a causa delle sue componenti  culturali e per i legami che esso crea. Il gioco soddisfa ideali di espressione  e di vita collettiva.  [...]  impegna in maniera assoluta, si fa accompagnamento,  da un senso di tensione e di gioia ... diversi dalla vita ordinaria.  Il gioco si fa accompagnamento,  complemento  e parte della vita in generale.  Adorna la vita e la completa,  e come tale è indispensabile.
Johan Huizinga

La proposta è abbinare agli scontrini e delle ricevute fiscali, emessi dai locali pubblici e dai fornitori di servizi, un Gioco a premi. L’idea è stimolare i milioni di clienti che ogni giorno fanno degli acquisti nei negozi, che bevono il caffè al bar, che cenano al ristorante, a ritirare - o chiedere -  lo scontrino fiscale o la ricevuta al momento del pagamento. In contropartita si offrirebbe la possibilità di partecipare alla estrazione immediata di un prezioso premio. Facendo questa semplice azione (pratica che sappiamo poco esercitata) l’Amministrazione dello Stato potrebbe offrire, all’acquirente, la possibilità di partecipare alla estrazione di un milioni di premi (cifra ipotetica ma assolutamente possibile e auspicabile), per un totale di due milioni di biglietti di ingresso l’anno, da utilizzare per assistere a spettacoli cinematografici, alle rappresentazione teatrali, liriche e musicali o per la visita a  musei, siti archeologici, parchi nazionali e mostre temporanee. Una pratica che per l'amministrazione statale non comporterebbe alcuna competizione con altre lotterie già esistenti.
L’importante collaborazione tra l'Amministrazione dello Stato e le imprese dello Spettacolo e della Cultura potrebbe essere legittimato (oltre al riconoscimento agli esercenti di una cifra forfettaria per i premi/ingressi) mediante l’individuazione di una percentuale del bilancio del Gioco da finalizzare, per esempio, al potenziamento del Fondo Unico per lo Spettacolo, alla tutela del Patrimonio Artistico italiano o quanto altro in ambito alle competenze del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Alcune proposte per l’organizzazione del ‘Gioco’: 

ORGANIZZAZIONE:

  • Ministero delle Finanze
  • Ministrero dei Beni e delle Attività Culturali
  • Ministero per lo Sviluppo Economico
in collaborazione con: A.G.I.S. (produzione e distribuzione Spettacolo dal Vivo e Cinematografico)
e SIAE (agevolazioni fiscali sui biglietti di ingresso/premi);

SCONTRINI FISCALI: 
-       l’organizzazione si potrebbe occupare della produzione e stampa dei supporti cartacei (rotolini fiscali per le casse) nonchè della loro distribuzione anche attraverso i canali già attivi dei Monopoli di Stato (Tabaccherie);
-       nei supporti cartacei potrebbero essere stampate le vincite suddivise in quattro categorie: Cat. - Spettacoli Lirici; 2° Cat. - Spettacoli di Prosa, musicali e di Danza; 3° Cat. - Spettacoli Cinematografici;   4° Cat. - Mostre e Musei, valido per due persone, e spendibile su tutto il territorio nazionale;
-       le vincite (biglietti di ingresso) potrebbero essere rimborsati, a prezzo politico, ai gestori dei Teatri dei Cinema e dei Musei dietro presentazione delle rispettive ricevute fiscali di vincita attraverso i borderò SIAE.

RIMBORSI:
-       il Ministero delle Finanze potrebbe versare annualmente al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, a titolo di rimborso economico per prestazioni professionali, una cifra pari al  ..... %  del bilancio proveniente dalla suddetta pratica fiscale;
-        il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, in concerto con le organizzazioni di categoria, potrebbe decidere preventivamente la suddivisione percentuale della cifra proveniente dalla suddetta pratica fiscale tra i vari settori coinvolti nel progetto. Tali cifre andranno ad  integrare le altre modalità di finanziamento dello Stato (FUS, Distribuzione cinematografica, etc...).

RISCOSSIONE DEI PREMI:
-   i premi, di tutte le categorie, potrebbero essere utilizzati in tutto il territorio nazionale al di là di dove sia stato emesso lo scontrino fiscale, entro l’anno dall’emissione dello stesso scontrino.

TEMPISTICA DI ATTUAZIONE:
-   l’organizzazione di un progetto così complesso, almeno per quanto riguarda l’adesione di tutto il mondo dello spettacolo e dei musei, potrebbe prevedere almeno tre mesi di preparazione.

Naturalmente queste sono solo delle proposte, degli appunti di lavoro, disponibili ad essere eventualmente integrati al fine di migliorarne l’impatto attuativo. Una pratica che oltre a dare agli italiani un importante segnale contro l’evasione fiscale, potrebbe, aiutando economicamente un settore fortemente in crisi, dare un forte segnale per la promozione e la crescita culturale del nostro paese. Un importante sintomo di cambiamento di prospettiva. Il rovesciamento di un atteggiamento politico e culturale. Una pratica, se bene gestita, può aiutarci a tornare a crescere e contribuire a farci superare questo momento di crisi economica e delineare le basi per un futuro migliore.

Torino, 19 dicembre 2011

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La Bibliotec@ Popolare dello Spettacolo 
da un’idea di Silvio Bastiancich

 Un impegno concreto che propongo a quanti vorranno raccogliersi attorno ai nostri progetti e all’idea che ‘il sapere non è un processo cumulativo ma il risultato di un percorso complesso e condiviso’. Parlando di condivisione quale strumento è oggi il più idoneo per aiutarci a trovare un luogo di meditazione attiva e collettiva dove incontrare esseri e idee? Le nuove tecnologie, e Internet!.
'Sono strumenti ed estensioni della nostra memoria e ci consentono di spandere le nostre relazioni. Relazioni che erano prima relegate a piccole scatole formate da famiglia, scuola, lavoro ecc. unite da forti legami. Con Internet questi legami continuano ad esistere, ma disponiamo inoltre di passerelle verso molte altre scatole. Altre realtà sociali, con le quali abbiamo legami più deboli, ma comunque realtà che fino a poco tempo fa ci erano precluse. Oggi viviamo anche grazie alle nuove tecnologie in una realtà mista, una realtà aumentata, dove il reale è amplificato e trasformato dal virtuale. La nostra vita quotidiana si svolge in una continua  sovraesposizione di spazi reali e spazi cognitivi digitali in un continuo apprendistato collettivo dei nuovi media sociali'.
Quindi oggi possiamo approfittare delle nuove tecnologie per fare quello che non è mai stato possibile neanche pensare, a patto di seguire alcune importanti regole e non abusare del sistema.  

La cultura corre on line chi non si adegua è perduto ... grazie a internet, possiamo sapere cose che i nostri antenati impiegavano una vita a conoscere. Per internet il grande problema è il filtro. Io so distinguere una edizione attendibile da un’altra che lo è di meno, e – almeno nel mio ambito di studio – un sito serio da uno che opera di un pazzo. Ma un giovane impreparato corre qualche rischio. Finora le chiese e le istituzioni scientifiche avevano la funzione di filtrare e organizzare la conoscenza e l’informazione.
Certo questi intermediari restringevano la nostra libertà intellettuale, ma garantivano che una certa comunità – nella quale riponevano fiducia- avesse filtrato l’essenziale. Il problema è quello di individuare l'istituzione a cui dare fiducia.’
Umberto Eco

'Appartengo a quella categoria di persone che utilizzano il web fondamentalmente per ragioni di lavoro anche se, spesso, avendone il tempo mi diverte navigare. Non ho mai partecipato, invece, a una chat, ma semplicemente perché le discussioni collettive preferisco farle ancora con davanti a me gli amici con cui parlo, una tavola, un bicchiere di vino e magari anche un camino. Tutto questo nel computer ancora non riesco a farlo entrare, soprattutto il camino'.         
Giovanna Melandri

Ho  iniziato la mia attività artistica nel 1975 prima come attore e poi come organizzatore di compagnie teatrali professionali (p. es. con la Coop. Compagnia del Bagatto di Torino). Dal 1996 ho intrapreso il mestiere del Dramaturg, legando il mio interesse artistico e organizzativo all’utilizzo delle nuove tecnologie, in particolare della Rete. Questo mi ha portato ad ideare e realizzare originali strumenti innovativi finalizzati alla attivazione di interessanti servizi dedicati alla promozione alla ricerca e alla documentazione dello Spettacolo dal Vivo (Teatro - Musica – Danza - Teatro di Figura – Circo); prima con l’Associazione Comoedia ( Il Sito degli Operatori Teatrali italiani del 1997; Il Portale del Teatro Comoedia – Il Magazine del Teatro del 2000; il Catalogo tecnico professionale dei Luoghi dello Spettacolo dal Vivo in Piemonte del 2002).
Un percorso tortuoso che ha incontrato non poche difficoltà  proprio per quella mancanza di una visione d’insieme e di sinergie capaci di garantirne la crescita e il mantenimento di questi servizi. Nel 2009, registrando un approccio più consapevole da parte del mondo dello Spettacolo, con il blog http://bibliotecapopolarespettacolo.blogspot.com/ abbiamo implementato la Bibliotec@ Popolare dello Spettacolo con il proposito di offrire contenuti testuali e multimediali e servizi dedicati come il 1° Censimente dei Luoghi per lo Spettacolo dal Vivo in Italia (1° settembre / 31 dicembre 2011) finalizzato alla realizzazione del data-base relazionale professionale ServantSceneI risultati ottenuti con ambedue i progetti, una media di 20.000 contatti l’anno per la Bibliotec@ e più di 400 Luoghi che hanno aderito al Censimento (da 63 Capoluoghi e altri 115 Comuni di tutta Italia) ci autorizzano ad essere fiduciosi sperando in un interessante sviluppo di questi servizi.

Fondare biblioteche è un po' come costruire granai pubblici: ammassare riserve contro l'inverno dello spirito."